Horror italiano

L’horror di autori italiani è sempre stato un settore di nicchia nell’editoria del bel paese ma questo non vuol dire che non esistano titoli validi.

Di seguito una breve lista dei romanzi e degli autori più famosi per poi proseguire con l’elenco dei titoli usciti recentemente.

Al titolo che segue sono molto legato in quanto ho molto apprezzato sia il romanzo che il film che ne è stato tratto nel 2019.

Il signor diavolo

di Pupi Avati

Anni Cinquanta, Italia. Il pubblico ministero Furio Momentè sta raggiungendo Venezia da Roma, inviato dal tribunale per un processo delicato. Un ragazzino di quattordici anni ha ucciso un coetaneo, e la Curia romana vuole vederci chiaro, perché nel drammatico caso è implicato un convento di suore e si mormora di visioni demoniache. All’origine di tutto c’è la morte, due anni prima, di Paolino Osti. Malattia, hanno detto i medici, ma secondo Carlo, il suo migliore amico, Paolino è morto per una maledizione: Emilio lo ha fatto inciampare mentre, in chiesa, portava l’ostia consacrata per la comunione. Sacrilegio… E Paolino sul letto di morte avrebbe mormorato: “Io voglio tornare”. “Far tornare” l’amico per Carlo è diventata un’ossessione che ha messo in moto oscuri rituali e misteriosi eventi. Fino alla morte di Emilio, ucciso da Carlo con la fionda di Paolino. Almeno così pare…

Pupi Avati

Regista scrittore che non ha certo bisogno di presentazioni. Puoi leggere la biografia completa su Wikipedia

Devota e il santo

di Andrea Pretara

Sulla stessa linea de “Il signor Diavolo” un titolo di un autore italiano al suo esordio letterario. Anche questo ambientato in una provincia italiana, del centro Italia in questo caso, dove il confine tra religione e superstizione è spesso troppo labile. I fatti narrati dal romanzo sono collocati temporalmente in due epoche storiche lontane, ma lasciamo parlare la quarta di copertina.

Cosa hanno in comune Devota, una ragazza nata tra le due grandi guerre in un paesino del Centro Italia, che deve barcamenarsi ogni giorno tra le sue allucinazioni e il fervore religioso misto a superstizione degli abitanti del suo villaggio, e Cataldo da Rachau, un monaco cristiano irlandese vissuto tra il v e il vi secolo e allievo di San Patrizio, giunto in Italia sulle coste pugliesi dopo un naufragio al ritorno dal suo pellegrinaggio in Terra Santa? I due personaggi dovranno confrontarsi in un processo divino presieduto da Jehudiel, l’acqua che scava la roccia, uno dei sette arcangeli del Signore, e scontrarsi con Azazel, uno degli angeli caduti, dai tanti nomi e ai più noto come demone del deserto…

Andrea Pretara

Andrea Pretara è nato ad Anagni nel 1971 e si è trasferito a Roma per motivi di studio e dove è rimasto dopo la laurea in economia aziendale. È un fotografo per passione, conosciuto su instagram come @eyes_wide_shots, e si guadagna il pane come informatico presso un importante istituzione pubblica.
Andrea ama scrivere e “Devota e il Santo” è il suo primo romanzo pubblicato.
Spesso incontra i personaggi dei suoi scritti nella vita di tutti i giorni e si diverte a stravolgere le loro vite all’interno dei suoi racconti.

La misura del tempo

di Gianrico Carofiglio

Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

Gianrico Carofiglio

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La casa delle voci

di Donato Carrisi

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber.

Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

Donato Carrisi

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